Pierfrancesco Favino - Monologo "La notte prima delle foreste"

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amara
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Pierfrancesco Favino - Monologo "La notte prima delle foreste"

Messaggioda amara » mercoledì 7 marzo 2018, 8:56



La notte prima delle foreste o meglio La nuit juste avant les forêts è un atto unico del drammaturgo e regista francese Bernard-Marie Koltès del 1977 È questo il testo letto da Pierfrancesco Favino sul palco di Sanremo. Un testo di cui lo stesso attore romano ebbe a dire, in una sua recente intervista:  «Sono innamorato di questo testo, perché Koltès sceglie di non dare risposte e le sue parole creano immagini, emozioni… direi che è più vicino alla musica. In realtà quel testo non parla di migranti, ma di estraneità, del sentirsi straniero in un Paese. È un discorso che vale anche per tutti i ragazzi italiani che sono costretti ad andare a lavorare all’estero per trovare opportunità: è importante sentire di appartenere a qualcosa, invece succede a tutti di sentirsi esclusi. È un testo che parla del lavoro e delle difficoltà che viviamo tutti i giorni; un brano scritto nel 1977, ma ancora attualissimo».

Di cosa parla il monologo "La notte prima delle foreste"
Un ragazzo cerca di far cambiare idea a uno sconosciuto seduto all'angolo di una strada deciso che la sua vita fosse giunta a un punto di non ritorno. L'uomo è solo, la sua vita è tutta lì eppure c'è quel ragazzo che si siede là e con il quale parla come non aveva mai parlato a nessuno prima d'ora. Gli parla della sua periferia e dell'amore, quell'amore così sconosciuto eppure così vero. È una sera di pioggia è l'angolo di una periferia, una periferia francese o italiana poco importa perché il monologo di Bernard-Marie Koltès entra nel teatro del 900 come una lama e descrive la solitudine urbana come pochi prima e dopo di lui. E in fondo è il racconto di una serata realmente accaduta in cui il drammaturgo francese incontra un uomo senza fissa dimora con il quale si ferma a parlare. Gli parla della sua condizione di straniero ed è questo il senso della scelta di Favino: portare "lo straniero" al Festival.
Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso.

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