Omegle, la chat tra pedofili e ragazzini

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amara
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Omegle, la chat tra pedofili e ragazzini

Messaggioda amara » mercoledì 30 agosto 2017, 1:50

Vittima una tredicenne veronese. La piattaforma che spopola tra adolescenti e pedofili. «Ti mostri nuda?» «Ma sono piccola». «Non facciamo niente di male»

Le regole me le descrive Lorenzo, 16 anni: «Qui su Omegle i ragazzi cercano le ragazze e viceversa. Poi si passa su Kik (un sistema di messaggistica, ndr) e lì ci si diverte un po’…». Ci si diverte? «Sì, tipo sex chat. Quanti anni hai?». Tredici, ho soltanto tredici anni. «Allora, io ti mando dei video, magari. E tu li mandi a me. O delle foto. Ma dei video sarebbe splendido…». Funziona così. Omegle.com è il nuovo pericolosissimo social network che sta spopolando tra gli adolescenti e spaventa la polizia: il «gioco» consiste nel chattare con uno sconosciuto. È tutto facile e anonimo: nessuna registrazione, né e-mail o numeri di telefono. Nella home page il gestore (l’idea, nel 2008, venne al diciottenne Leif K.Brooks) spiega che è vietato «molestare sessualmente chiunque» ma anche che chi vi accede «utilizza Omegle a proprio rischio e pericolo». Proprio così. È sufficiente entrare nel sito e in pochi secondi si viene contattati da un utente.

Ragazzini, soprattutto, ma anche adulti. L’obiettivo è sempre lo stesso, quello descritto da Lorenzo: fare sexting, cioè scambiarsi foto (pedo)pornografiche. Il risultato è un pollaio di pedofili a caccia di prede e minorenni che giocano a fare i grandi. Tutti insieme, a portata di clic. È capitato anche a una tredicenne di Verona, la cui vicenda è ora al centro di un’indagine della polizia postale alla quale si sono rivolti i genitori che, intervistati dal Tg3, hanno raccontato di aver notato dei lividi sulle braccia della figlia. Era una delle prove d’amore chieste dal suo «fidanzato virtuale» incontrato su Omegle. E non è l’unico con il quale la ragazzina era entrata in contatto. «Aveva conosciuto delle persone, parlavano di vedersi e di trovare un albergo dove fare sesso», racconta il papà. La mamma è sconvolta: «Abbiamo scoperto un aspetto della vita di nostra figlia, che non avremmo mai pensato possibile».

Per capire come funzioni Omegle, chattiamo costruendoci delle false identità. È sufficiente collegarsi con un telefonino, e la maggioranza degli utenti va dritta al soldo. Come Marco, 19 anni, di Biella: «Sex chat?». Ho tredici anni, sono piccola. Ma lui non si fa scrupoli, anzi, mi rassicura: «Vabbè dai, mica facciamo niente di male, c’è sempre una prima volta». Poi diventa esplicito, elenca le parti del corpo di cui vorrebbe una fotografia e promette di ricambiare. Rifiuto, chiudo la conversazione ed ecco subito un altro ragazzino: è Lorenzo, il sedicenne che mi illustra le regole della chat. Gli chiedo se non lo spaventi il rischio che qualcuno possa diffondere le sue foto sul web: «Non mostro mai il volto, quindi non c’è problema». Il problema c’è: negli ultimi mesi i siti pornografici si sono riempiti delle immagini di adolescenti nude caricati dagli utenti di Omegle. A insistere per lo scambio di video pornografici non sono soltanto i maschi: «Piacere, Camilla: ho sedici anni». Piacere, ne ho 37… «Ti va di venire nella mia chat privata?». Non si perde tempo. E le conversazioni vanno avanti così, un adolescente dopo l’altro, quasi tutti con proposte indecenti. E arrivano anche da ragazzi più grandi o da uomini maturi.

Un quarantenne prova a mettermi in guardia («Hai 14 anni? Vai via da qui, è pericoloso») ma la maggioranza ci gira un po’ intorno («Che scuola fai?». Vado in prima superiore. «Hai mai avuto un fidanzato?») e poi finisce per chiedere il numero di telefono o l’account di Kik. Anche attraverso Omegle è possibile mostrarsi via webcam «ma è meglio evitare – mi spiega un 35enne di Padova - perché ci sono dei moderatori che ogni tanto controllano le immagini che vengono trasmesse e potrebbero bannarci».La psicologa Giuliana Guadagnini lavora nelle scuole del Veronese e ha seguito diversi casi di sexting che hanno coinvolto minorenni che frequentano il sito. Alla fine ha voluto vederci chiaro. «Ho finto di avere 17 anni e ho effettuato cento accessi ricevendo un’infinità di proposte sessuali da parte di maschi tra i 13 e i 58 anni, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Volevano anche inviarmi foto e video osceni». Spiega che agli adolescenti piace Omegle «perché su Facebook si annoiano, entrano in contatto sempre con le solite persone. Invece qui c’è la trasgressione di chattare con uno sconosciuto. Ma la maggioranza non si rende neppure conto dei rischi cui va incontro». Difficile capire il limite tra fantasia e realtà, fin dove siano realmente disposti a spingersi questi ragazzini. Di certo, alcune chat sono agghiaccianti. Un 16enne sostiene di essere a casa da solo con la sorellina di 14. «Sono il tuo schiavo, ti va di fare la padrona? Faccio tutto quello che vuoi». Anche a tua sorella? «Qualsiasi cosa. Dimmi tu, Padrona, cosa devo fare».

FONTE
Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso.

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