La (s)fortuna di essere italiano

Viva l'Italia, l'Italia che lavora, l'Italia che si dispera e l'Italia che si innamora
Avatar utente
amara
Petunia
Petunia
Messaggi: 92
Iscritto il: domenica 17 aprile 2016, 4:13
Località: Schweiz

La (s)fortuna di essere italiano

Messaggioda amara » mercoledì 20 aprile 2016, 6:01

Immagine

Strano destino essere italiano.

Storia…

… arte…

… paesaggio…

… clima…

… cibo…

Tutto il mondo ti invidia perché vivi nel Paese più bello del mondo.

Ne sei, ovviamente, consapevole.

E, naturalmente, anche orgoglioso (al di là dei mugugni sul degrado, la corruzione, l’illegalità e via con i mali cronici).

Ma appena varchi il confine…

… se ti capita di finire nei guai…

… il tuo status di homo felix si ribalta, letteralmente…

… e da residente nel paradiso in terra…

… ti ritrovi nei panni di dannato dell’inferno.

Sì, perché, nove su dieci, che tu te la sia cercata o che tutto sia successo casualmente, il guaio diventa ben presto un incubo.

Kafkiano.

Soprattutto per i tuoi parenti.

Soprattutto perché sei italiano.

Ti arrestano?

Puoi finire bellamente dimenticato in attesa di un processo che arriverà chissà quando.

E con chissà quali garanzie per la difesa.

Pensate a Salvatore Girone, il marò rinchiuso da oltre tre anni nell’ambasciata italiana di New Delhi, vittima di una storiaccia che vi abbiamo raccontato più volte, detenuto in attesa di giudizio, amaro emblema del peso inesistente dell’Italia sul palcoscenico internazionale.

Ti rapiscono?

Puoi finire nel buio per mesi.

La manfrina, stanne certo, è sempre quella…

… lo Stato dice che non tratterà…

… in realtà è pronto a pagare…

… i rapitori alzano i toni e il prezzo…

… un po’ si negozia e un po’ no…

… un po’ lo si dice e un po’ no…

… sulla scena si agitano (magari contrapponendosi) servizi segreti diversi, ministeri diversi, mediatori diversi…

… i politici stanno muti, preoccupati solo degli schizzi di fango…

… e va a finire che ci scappa, quasi sempre, il morto.

E’ successo con i quattro tecnici rapiti in Libia.

Due sono stati uccisi a Sabrata.

E i loro i cadaveri sono stati “rimaneggiati” per giorni, senza ritegno, prima di restituirli all’Italia.

Sapremo mai la verità sulla trattativa, il riscatto, il duplice delitto?

Mai.

I precedenti parlano chiaro.

Ricordate Nicola Calipari, l’agente segreto che recuperò la rapita Giuliana Sgrena, giornalista de il manifesto, e finì ammazzato dagli americani a Baghdad?

Nessuno mai – mai - gli ha reso giustizia.

Di più: il soldato che gli ha sparato è stato ritenuto “non giudicabile”.

Il soldato, si badi, di un esercito alleato con quello italiano…

Ti uccidono?

I tuoi famigliari debbono rassegnarsi.

Non si illudano di conoscere la verità.

Non sperino di vedere un colpevole sul banco degli imputati.

Chiedete ai parenti di Fabrizio Quattrocchi, quello che, in Iraq, agli aguzzini che lo stavano fucilando, disse: “Vi faccio vedere come muore un italiano!”.

Chiedete ai parenti di Simone Camilli, morto a Gaza mentre faceva onestamente, coraggiosamente il mestiere di giornalista.

Chiedete ai parenti di Giulio Regeni, rapito, torturato a morte, abbandonato lungo una strada polverosa alla periferia del Cairo, dov’era andato per i suoi studi di ricercatore dell’università di Cambdrige.

Ecco…

… chiedete loro come ci si sente quando lo Stato balbetta…

... dice e non dice…

… promette di far la voce grossa…

… ma poi, in realtà, non muove un dito…

… ben sapendo che il marchio infame dell’8 settembre 1943 non è stato cancellato nemmeno dal sangue glorioso di Nassiriya…

… e che, nel mondo, da quell’8 settembre 1943 in poi, nessuno crede alla parola di chi governa l’Italia.

Nessuno.

Banditi libici.

Politici indiani.

Terroristi islamici.

Alleati Nato.

Per non parlare dell’Unione europea...

Tutti ci guardano dall’alto in basso.

Tutti sanno che l’Italia è l’anello debole del sistema occidentale.

Un Paese bello e gaudente, certo.

Ideale per viverci e per le vacanze, appunto.

Ma, da sempre, inaffidabile sul piano delle relazioni internazionali.

E incapace – totalmente incapace - di dare fastidio a chi fa la voce grossa.

Triste, no?

FONTE: Hypercorsivo di Massimo Donelli
Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso.

Torna a “Questa Strana Società”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite