L'acqua: bene comune.

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Je_Suis_Clochard
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L'acqua: bene comune.

Messaggioda Je_Suis_Clochard » sabato 16 giugno 2012, 16:05

L’Italia è ancora il paese degli sprechi idrici, con una quota media pari a 400 metri cubi per ogni abitante, dieci volte superiore alla quantità dei paesi del sud del Mediterraneo. Il dato emerge dal rapporto annuale stilato da Legambiente e Istituto di Ricerche Ambiente Italia.
Dal documento si evince come il nostro paese sia ricco di risorse idriche, ma le tecnologie ormai sorpassate non riescono ad assicurarne il consumo efficiente e razionale: è per questo che ogni estate si ripresentano problemi di scarsità di approvvigionamento.
Il rapporto Ambiente Italia 2012 esamina gli impieghi dell’acqua in ambito domestico, agricolo, industriale e urbano. Si sofferma sui problemi come inquinamento, dispersioni e peso eccessivo delle acque in bottiglia, ma anche sui casi di eccellenza, le opportunità di occupazione e le innovazioni, soprattutto nell’ambito della riduzione degli sprechi e degli impatti ambientali. A corredo del rapporto, numerosi dati relativi alla dimensione socioeconomica, allo sviluppo, all’energia, alla mobilità, ai rifiuti, all’inquinamento e alle risorse naturali.
Secondo il documento, i settori che sfruttano di più le risorse idriche italiane sono quelli dell’agricoltura, dell’industria e della produzione di energia. Legambiente afferma che lo sfruttamento è spesso eccessivo e compromette anche la circolazione delle acque sotterranee, mettendo a rischio gli equilibri dell’ecosistema.
Una soluzione per ovviare a questi inconvenienti però esiste, e secondo l’associazione ambientalista si tradurrebbe in un adeguamento degli scarichi e dei depuratori e in un uso più razionale dell’acqua nel settore agricolo (ammodernamento dei sistemi di irrigazione e scelta di colture più resistenti alla siccità, evitando così anche gli sprechi alimentari). All’interno del report è sottolineato che restano ancora privi di soluzione i problemi legati a scarichi inquinanti civili e industriali, depuratori malfunzionanti e lavori di realizzazione di corsi d’acqua artificiali.
L’argomento è comunque di attualità estrema a livello globale: lo dimostrano dati divulgati dall’Unesco che confermano l’importanza di rendere l’acqua potabile disponibile a tutto il pianeta, evidenziandone allo stesso tempo la difficoltà: il 13% della popolazione mondiale non ha accesso a una fonte e il 39% non possiede servizi igienici dignitosi. Un problema che non riguarda solo i paesi sottosviluppati: la crescita esponenziale di richiesta d’acqua in tutti i settori produttivi e l’influenza che hanno i mutamenti climatici nel suo reperimento fanno sì che tutte le nazioni siano coinvolte.
India, Cina e Stati Uniti utilizzano un terzo delle risorse idriche impiegate ogni anno nel pianeta e, dato che si ipotizza per il 2050 una popolazione di 9 miliardi di persone, appare evidente la sempre apprensione per le cosiddette “guerre dell’acqua” tra gli stati per il controllo dell’“oro blu”, già profetizzate nel 2003 dall’ambientalista indiana Vandana Shiva.
Aver bisogno di essere approvato è come dire: "vale più il tuo concetto su di me dell'opinione che ho di me stesso.

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