La solitudine

C’è un'unica specie di amore, ma ce ne sono mille copie diverse
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Cyrano
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Re: La solitudine

Messaggioda Cyrano » venerdì 13 aprile 2012, 20:07

La solitudine si cura in un solo modo, andando verso la gente e “donando” invece di “ricevere”. Si tratta di un problema morale prima che sociale e bisogna imparare a lavorare, a esistere, non solo per é ma anche per qualche altro, per gli altri. Finché uno dice “sono solo”, sono “estraneo e sconosciuto”, “sento il gelo”, starà sempre peggio. E’ solo chi vuole esserlo. Per vivere una vita piena e ricca bisogna andare verso gli altri. E questo è tutto.

Cesare Pavese, Lettere.
Fatti non foste a viver come bruti , ma per seguir virtute e canoscenza .

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Re: La solitudine

Messaggioda kcuoricina » martedì 17 aprile 2012, 9:09

:)
Ultima modifica di kcuoricina il martedì 17 aprile 2012, 17:58, modificato 1 volta in totale.

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Re: La solitudine

Messaggioda kcuoricina » martedì 17 aprile 2012, 9:15

Cara amica mai nulla è per caso...
ognuno ha il suo destino:
Un proverbio dice:
Aiutati che Dio ti aiuta :)

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Re: La solitudine

Messaggioda kcuoricina » venerdì 20 aprile 2012, 9:01

Qualcuno mi ha detto io nn sono
mai solo/a........
Si può essere soli pur stando
in compagnia.... :)
Io aspetto dei momenti
della mia giornata per stare
sola con me.... sono i
più belli...rifletto...penso...
e mi prendo cura di me.... :) :) :)

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Re: La solitudine

Messaggioda salmastroso » venerdì 20 aprile 2012, 15:25

Solitudine significa isolamento, mancanza di affetti e di sostegno concreto e psicologico, disadattamento e insufficiente acquisizione delle abilità sociali, condizione inadatta all’essere umano che fondamentalmente è un "animale sociale" e ci potrebbero essere migliaia di esempi che potrebbero calzare a pennello da questa sommaria descrizione.
Ma forse è la solitudine subita quella di cui c’è veramente da preoccuparsi.
E' quella dell'anziano abbandonato, che non ha le risorse economiche o psicologiche per farcela da solo, che non ha più progetti, che è d'intralcio all'edonismo e al produttivismo dei familiari, ammesso che ne abbia. E' quella del giovane che non trova ascolto all'interno della famiglia e che non riesce ad adeguarsi al conformismo del gruppo dei suoi pari, o che deve misurarsi con istituzioni obsolete e con prospettive per il futuro molto incerte. E' quella della donna, relegata magari in casa in un ruolo che non riconosce come proprio, prigioniera di pregiudizi e di consuetudini ormai estranee al suo modo di sentire e di essere. E’ quella del lavoratore (uomo/donna che sia), estromesso precocemente dal mondo produttivo, governato dalle sue ferree leggi, che non trova la solidarietà dei coetanei, che non si sente capito o che magari si colpevolizza ingiustamente perché non si sente più idoneo e sempre più inadatto a vivere una realtà che non concede più spazi ed opportunità a chi improvvisamente, per un modo o nell’altro o suo malgrado, è stato costretto a fermarsi da un sistema che corre velocissimo, ed è incapace di tener dietro a tutti i cambiamenti, le scadenze, le ideologie, i valori e le norme che si accavallano vorticosamente tra loro, spesso persino in contraddizione tra loro.
La solitudine è sicuramente una patologia, ma sarebbe un errore considerarla soltanto sotto questo aspetto. Esiste anche il rovescio (in questo caso io credo sia il dritto!) della medaglia. La solitudine può essere anche una meravigliosa opportunità di sviluppo e di benessere interiori. Un'occasione preziosa da sfruttare. Una condizione cercata anziché subita, perché a prescindere dal bisogno di avere una vita piena di contatti che è insito in ognuno di noi, difficilmente alcune attività umane potranno svolgersi al meglio e con soddisfazione senza il verificarsi della solitudine.
La riflessione, l'introspezione, vengono meglio se ci isoliamo dal resto del mondo che corre a velocità diversa rispetto a quella di cui abbiamo bisogno noi ad un determinato momento del “cammin di nostra vita”, viceversa credo proprio che sia l'incapacità di stare da soli e soffrire più del lecito la dipendenza che si crea dalla mancata presenza da parte degli altri, che può essere la spia di qualche malessere interiore o di qualche inadeguatezza personale, ma soltanto facendo da soli questo percorso si può arrivare all'acquisizione stessa della maturità psicologica, l'autentica consapevolezza di non dover dipendere dagli altri per raggiungere la realizzazione personale, quello stato d’animo che in fondo conta più di qualsiasi altra cosa perché partendo da questo ci sarà una scelta consapevole che maturerà dentro di noi per ogni cosa, qualsiasi vita vivremo, qualsiasi cosa faremo..
Ho letto Kuoricina che da qualche parte ha scritto:
Aiutati che Iddio ti aiuta…. Non può esserci detto più saggio di quello.

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Re: La solitudine

Messaggioda kcuoricina » sabato 21 aprile 2012, 17:24

Io mi son sempre aiutata da sola
perchè se aspetti che lo facciano gli altri
x te........ :)

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Re: La solitudine

Messaggioda angioletta » sabato 21 aprile 2012, 17:25

No Cuore mio.......non per te ........con te ;)
PRIMA O POI TUTTI I NODI VENGONO AL PETTINE

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Re: La solitudine

Messaggioda kcuoricina » sabato 21 aprile 2012, 17:42

angioletta :) :) :) :) :) kiss

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Re: La solitudine

Messaggioda RobinHood » martedì 24 aprile 2012, 20:54

kcuoricina ha scritto:angioletta :) :) :) :) :) kiss



angioletta ha scritto:No Cuore mio.......non per te ........con te ;)



:oops: :oops: :oops: .....che posso fare.......mi commuovo davanti a queste cose...... :oops: :oops: .....sono troooooooooooooopppppppooooooooooooooo sensibile..!!!!!!!!
Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima.

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Re: La solitudine

Messaggioda kcuoricina » martedì 24 aprile 2012, 22:36

maròòòòò robin nn lo sapevo che in questo forum
c era un uomo sensibile :D :D :D :D :D :D :D


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