POPOLI SELVAGGI?

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daniela
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POPOLI SELVAGGI?

Messaggioda daniela » mercoledì 23 maggio 2012, 10:55

Si, sono del parere che con più siamo migliorati con più siamo peggiorati. Non si può occultare il fatto che gli antichi popoli Maya o gli indiani d’America o tutti quei popoli che vivevano a stretto contatto con la natura erano e sono stati molto più saggi.
Con più andiamo indietro nel tempo con più scopriamo che, la semplicità, e il grande rispetto verso tutto e tutti era la cosa primaria.
Mi fa sempre un certo effetto leggere canti o racconti dei semplici pensieri degli indiani dell’america, tramandati a voce…

CAPO TECUMSH (1768-1813) NAZIONE SHAWNEE
Vivi la vita in maniera tale che la paura della morte non possa mai entrare nel tuo cuore.
Non attaccare nessuno, per la sua religione; rispetta le idee degli altri, e chiedi che essi rispettino le tue.
Ama la tua vita, migliora la tua vita, abbellisci le cose che essa ti da.
Cerca di vivere a lungo e di avere come scopo quello di servire il tuo popolo. Prepara una nobile canzone di morte per il giorno in cui ti incamminerai verso la grande separazione.
Rivolgi sempre una parola od un saluto quando incontri un amico, anche se straniero, in un posto solitario.
Mostra rispetto per tutte le persone e non umiliarti davanti a nessuno. Quando ti svegli al mattino ringrazia per il cibo e per la gioia della vita.
Se non trovi nessun motivo per ringraziare, la colpa giace solo in te stesso. Non abusare di niente e di nessuno, per farlo cambia le cose sagge in quelle sciocche e priva lo spirito delle sue visioni.
Quando arriverà il tuo momento di morire, non essere come quelli, in cui cuori sono pieni di paura, e quando arriverà il loro momento essi piangeranno e pregheranno per aver un altro poco di tempo per vivere la loro vita in maniera diversa.
Cerca la tua canzone della morte e muori come un eroe che sta tornando alla casa.

COCHISE (HARDWOOD) 1812-1874 APACHE CHIRICAHUA
Le guerre sono combattute per vedere chi è il proprietario della terra, ma alla fine la terra possiede gli uomini.
Chi osa dire che ne è il proprietario.
Non è egli sepolto sotto di essa?

Strano vero? Se si pensa che era tutta gente che non sapeva ne leggere ne scrivere!
Ma leggevano molto bene nel loro cuore nella loro anima e non si limitavano a questo, leggevano molto bene nel cuore e nell’anima del loro prossimo. Gli altri non erano semplicemente e tristemente….altri.
Questo li faceva vivere in pace con se stessi, il grande rispetto che avevano per qualsiasi cosa e per chiunque, li faceva vivere in perfetta sintonia con la vita.
Nei loro gesti e nei loro pensieri non c’era presunzione, non si sentivano superiori davanti a nessuna altra razza umana diversa da loro e si sentivano forse leggermente inferiori davanti a madre natura, ma solo in segno di rispetto.
Incapaci di odiare, nonostante siano stati sfrattati dalle loro terre e sterminati da altri uomini che avevano la presunzione di essere migliori di loro.
E guarda caso questi erano uomini, i così detti pionieri, per altro stranieri in terre straniere, dove però si prendevano la briga di non considerarsi tali ma padroni e che iniziavano a saper leggere e scrivere, erano uomini che nei loro villaggi avevano i primi abbozzi di una legge che consideravano giusta. Avevano chiese, avevano uomini che predicavano la parola del loro Dio ma odiavano le religioni altrui.
Erano i primi cercatori d’oro, svuotavano la terra senza nessun ritegno, affondavano le loro mani avide nei torrenti, nei fiumi, scavano le montagne per cercare anche la più piccola pepita d’oro.
Erano gli stessi uomini che crearono gli schiavi.
Erano gli stessi uomini che per chissà quale motivo avevano la presunzione di sentirsi superiore ad altre razze umane.
E noi? Cosa abbiamo migliorato o cambiato in proposito?
Perché non pensiamo mai che qui siamo di passaggio e invece di distruggere dovremmo conservare e migliorare?
Invece accecati dall’avidità che contraddistingue le società civili e industrializzate pensiamo solo al super benessere, ai guadagni leciti ma non solo, ci spingiamo oltre con quelli illeciti, arrivando a schiacciare e depredare altri nostri simili anche con le guerre.
Un tempo si partiva per la guerra e si tornava per la pace, oggi si parte per la pace e si torna per la guerra.
E mi vergogno quando penso che esistono guerre di serie C, dove nessuno fa nulla per fermarle solo perché quei paesi che si distruggono a vicenda non hanno nulla di interessante per i paesi civili. I medesimi paesi civili che hanno consumato oceani di inchiostro e foreste di carta per scrivere e difendere i diritti umani, ma che tristemente alle fine sono rimaste solo sulla carta.
Mi chiedo che mai sia cambiato? Che differenza c’è tra i pionieri di allora e le nostre moderne società?
Tra noi e i pionieri nulla, ma tra noi e i popoli antichi tanto, molto.
Il rispetto per la propria vita era pari alla vita altrui, cosa che noi abbiamo dimenticato…. e questo ci fa vivere purtroppo in un mondo di odio e follia incontrollata.

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Re: POPOLI SELVAGGI?

Messaggioda InChanto » mercoledì 23 maggio 2012, 20:50

Non v'è dubbio che siamo peggiorati, gli Indiani d'America avevano profondo rispetto per la natura e su questo rispetto basavano le lore leggi non scritte che tramandavano da generazione in generazione. Essi avevano compreso ciò che ora quasi messuno sembra in grado di capire, che il rispetto della natura è garanzia della sopravvivenza stessa, affinchè una nuova generazione possa avere le stesse opportunità della precedente.
Adesso si guarda al tornaconto immediato, all'arricchimento veloce, che importa se si lascia a chi verrà dopo un mondo peggiore di quello che si è trovato. Se il mercato giapponese chiede tonni si peschino tonni in tutto il mondo e con tutte le tecniche più sofistificate, finchè non ci sarà più un solo tonno femmina che potrà deporre le uova, si sterminino le balene, si innalzi la temperatura del pianeta e si faccia alzare il livello del mare, che importa di qualche tornado in più purchè le fabbriche cinesi continuino a produrre.

Nel frattempo la Pacific Trash Vortex, l'isola di plastica nell'Oceano Pacifico, cresce.....


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