Una pessima giornata.

Pensieri e Parole, Riflessioni ed Opinioni in Libertà
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Je_Suis_Clochard
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Una pessima giornata.

Messaggioda Je_Suis_Clochard » venerdì 11 maggio 2012, 0:19

“Ciao Gegè, hai 5 minuti per me….?.....ti devo parlare”. …..”Franco che succede….? Sono a Salerno in ufficio”. ……. “Gegè dammi un’ora e ti raggiungo”.
Sempre incasinata la Salerno-Napoli, vuoi per i lavori della terza corsia, vuoi per l’intenso traffico, è un bene però, ho tempo e modo di pensare stando incolonnato, ho tanto da pensare. Sembra ieri che io e Franco, freschi di laurea, si entrava nel mondo del lavoro, per mio padre Franco era un ‘altro figlio, siamo cresciuti insieme, elementari, medie, liceo ed infine università. Sono 25 anni che si lavora insieme, ed oggi mi arriva in ufficio, si siede, mi guarda e mi dice: “Gegè, mi licenzio, ho un tumore, mi restano 6 mesi da vivere, vorrei dedicarli alla famiglia”. Difficile guidare con gli occhi pieni di lacrime, non vedi un tubo, quasi quasi accosto, mi fumo una sigaretta. Ho l’immagine del suo volto negli occhi, sereno, i suoi occhi che cercavano i miei, io che abbassavo il viso, stupidamente cercavo di nascondere le lacrime, tutto inutile, visto che scendevano sul viso per finire sui fogli aperti sulla scrivania. Poi le sue parole: “Gegè dai …. Non fare così ….. mi serve forza e coraggio per andare avanti…. conto su di te”. No, no Francè, io ho diritto al pianto, mi serve per placare in parte la rabbia che ho dentro, mi serve per non prendere questa sedia e fracassare tutto quello che ho davanti, per non urlare al mondo intero che la vita è ingiusta, che persone buone come te non dovrebbero convivere con il male, non sanno cos’è il male, non lo sanno combattere, o meglio, non lo si può combattere quel male. Rivedo la tua mano tesa, il nostro abbraccio, risento rimbombarmi nelle orecchie quella tua frase: “ Gegè, questa sera vieni a cena da me, devo dirlo a mia moglie”. Meglio rimettersi in viaggio, devo ancora passare per casa, cambiarmi e prendere mia moglie per andare da Franco, fortuna che il traffico è diminuito, ora si procede, devo far presto, non ho molto tempo. Qualcuno ha scritto che la morte è la conseguenza della vita, se accetti di vivere, si deve accettare anche di morire, ragionamento che non fa una piega, lo ripasso mentalmente come una cantilena, per convincermi, per metabolizzarlo, in modo tale che il cervello smetta di mandare impulsi alle ghiandole lacrimali, però, non funziona, guido ancora come se stessi guardando attraverso il fondo di un bicchiere. Intanto il telefono squilla, è mia moglie, vuole capire come mai questa cena da Franco all’improvviso, ma non basta, arriva anche la telefonata di Rosaria, moglie di Franco, mi chiede se vanno bene gli spaghetti alle cozze, dice che non ha avuto tempo, Franco l’ha avvisata tardi, questo ha trovato. La storia continua, ma il racconto si ferma qui, tutto quello che è successo dopo, è talmente personale, che solo a ricordarlo, faccio violenza al mio cuore.
Aver bisogno di essere approvato è come dire: "vale più il tuo concetto su di me dell'opinione che ho di me stesso.

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Angje
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Re: Una pessima giornata.

Messaggioda Angje » venerdì 11 maggio 2012, 16:11

Je_Suis_Clochard, non ci sono parole di fronte alle terribili sorprese della vita, qualunque cosa che si dica sembra vana, insignificante, di fronte a queste cose ci si sente impotenti ed è da questa impotenza che scaturisce la rabbia... e con la rabbia, incredulità e tanto, tantissimo dolore...sappi che, se bastasse tutto l'amore che abbiamo dentro verso il prossimo, tutti i nostri pensieri e tutto il nostro amore sarebbe proteso per guarire il tuo amico.
Perduto è tutto il tempo che in amar non si spende

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kcuoricina
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Re: Una pessima giornata.

Messaggioda kcuoricina » venerdì 11 maggio 2012, 16:33

Clò lo sai... che questo è l argomento dove io rimango
senza parole...solo le lacrime prendono il posto delle parole
il perchè proprio a lui anche io me la faccio questa domanda:
perchè prorio a me....
Clò quell abbraccio che mi mi hai dato giorni fa te lo
contraccambio scusami se non ho parole la cosa anche se
indirettamente mi tocca nel profondo del mio cuore
perchè io so e conosco...Un abbraccio...........kcuoricina

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angioletta
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Re: Una pessima giornata.

Messaggioda angioletta » venerdì 11 maggio 2012, 22:49

.........................difficile dire ..........meglio il silenzio.......vorrei solo condividere un po' il vostro dolore perchè possa essere un po' meno....

non siamo mai pronti alle prove della vita..........
PRIMA O POI TUTTI I NODI VENGONO AL PETTINE

daniela
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Re: Una pessima giornata.

Messaggioda daniela » martedì 15 maggio 2012, 9:47

Capisco cosa provi. Ma la vita purtroppo non ci risparmia i grandi dolori. Inutile la domanda "perchè?" inutili le spiegazioni, accade è successo, accadrà. Ho perso mio padre, mia madre, la grande amica. Il cancro è una malattina silenziosa e quando decide di farsi sentire....è tardi. Non c'è niente che ti possa dire, perchè nulla ti tirerebbe su di morale...ti passo solo una dedica pubblicata nel mio libro autobiografico, dedicato alle persone care non fanno più parte di questo mondo.

...non posso evitare di pensarti in quel mondo ormai senza tempo, dove tutto è talmente bello che pare irreale.
...spiagge di colore rosa, davanti un mare spettacolare e dietro sorgono montagne talmente alte che non si vede la fine...e tu che brilli di luce propria...
Ci siamo conosciute il 15 marzo 1982 alle ore 10,30 del mattina, in una giornata tipicamente primaverile, all'ultimo piano di quel palazzo dello studio commercialista, dove mi ero recata per cercare lavoro: trovai lavoro e la tua amicizia.
E' stato bello conoscerti, anche se abbiamo avuto poco tempo ed è stato altrettanto doloroso perderti. Fai e farai sempre parte di quelle persone che più ho amato e non appartengono più a questo mondo sei stata la scintilla scatenante di questo libro, la rabbia e il dolore per la malattia che ti ha colpita e l'atto finale di quella mattina del 4 gennaio 2000. Te ne sei andata lasciandomi a pensare che sono fortunata, perchè tutto questo sarebbe potuto succeddere a me.
A te, a mio padre, a Renato ed infine a mia madre che non ha avuto il tempo di vedere pubblicato questo libro, a tutti voi che siete stati gli affetti più importanti della mia vita e che non mi avete mai tradita né delusa - contrariamente ad altri che sono ancora in vita - è dedicato questo libro.
Lo considero un vostro successo per tutto quello che ognuno di voi mi ha insegnato.
Dove siete voi ora non avete più bisogno di me, ma ricordate, io si.


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