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In chat come al bar...

Inviato: mercoledì 27 novembre 2013, 12:10
da LaGiada
C’è un modo di chattare nel quale non mi riconosco; c’è un modo di affrontare la vita, sarebbe meglio dire, che rifiuto: fare del cinismo il proprio Dio.
Idolatrare la mancanza di sentimenti, sconfessare gli ideali, sottrarsi ai principi.
Detestabile. Svilente. Opportunistico. Di più: comodo!
Ai tempi della crisi, non solo economica, ma anche valoriale, IMO (in my opinion), è decisamente comodo, semplice (e anche semplicistico) sguazzare nel vuoto che ci è intorno, uniformarsi ad esso e vestirsi di quel sorrisetto che consente di dissacrare, vituperare, oltraggiare quel po’ di buono che ancora potrebbe esserci nei rapporti interpersonali.
E’ per questo che aborro quanti entrano in canale e coprono di insulti gli users, quanti si lamentano, quanti sottolineano le presunte manchevolezze di chi partecipa a quella che, a mio parere, è cmq una socialità. Meno grave sarebbe considerare la chat una zona franca, un luogo in cui qs uso (o abuso) della comunicazione è possibile perché vi è garanzia di anonimato. In realtà credo che chiunque irrida il prossimo sul canale di una chat, sia avvezzo a farlo anche nel real life.
E così ho smesso di credere che chi entra in chan scambiando per vacuità la leggerezza della chat, chi giustifica con presunte sfighe la presenza di altri sulla chat, lo faccia solo per un uso improprio dello strumento. Ho cominciato a credere, piuttosto, che lo faccia solo perché mentre la vita gli cuciva addosso quel sorrisetto di cui sopra, non è stato capace di ribellarsi ed è rimasto lì, inerme, privo di quel coraggio razionale che distingue gli uomini consapevoli dai vili.
Ecco, questo volevo dire: in virtual o in real life, il cinismo altro non è che viltà !

LaGiada

Re: In chat come al bar...

Inviato: giovedì 28 novembre 2013, 18:09
da gloria
non è solo cinismo, è, a mio avviso, anche mancanza di lealtà, sincerità e rispetto nei confronto degli altri. Chi chatta, per passare il tempo, per fare nuove amicizie (poi il tempo dirà se sono reali), non si nasconde dietro un nick, dietro l'anonimato della rete. Si può essere vacui, si possono condividere pensieri, sogni, desideri, ci si può scambiare opinioni ma sempre nel rispetto della persona che in quel momento si mette in gioco. La chat è una grande agorà, dove, è vero, a volte, per mancanza di punteggiatura e rispetto ai propri stati d'animo, le parole possono assumere significati e contorni diversi. Non dimentichiamo che le espressioni devono essere prese con leggerezza, non essendo supportate dallo sguardo, dalla mimica facciale; dietro uno schermo non riusciamo a vedere il sorriso, la risata, la complicità di chi si conosce anche nel reale e che riesce ad individuare quindi il significato di quanto si legge. Non vituperiamo quindi l'etere, piuttosto chi entra con falsi ideali, pensieri, approcci che hanno solo l'intento di mascherare le delusioni della vita reale.

Re: In chat come al bar...

Inviato: domenica 1 dicembre 2013, 9:38
da Melantone
Su, su, non v'infervorate.
La chat è così, non v'è rimedio. A me ricorda uno zoo, pieno di curiose creature dai modi sconcertanti. N'ho incrociate d'ogni risma, nel corso degl'anni. Quasi tutte rispondenti alla metafora del naufrago trascinato dai flutti della vita.
In compagnia s'affonda meglio. E con meno rimpianti.