L'allenatore nel pallone

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amara
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L'allenatore nel pallone

Messaggioda amara » martedì 16 agosto 2016, 3:19



https://www.youtube.com/watch?v=FwlL3k7pR_4

Paese di produzione: Italia
Anno: 1984
Durata: 96 minuti
Genere: commedia, sportivo
Regia: Sergio Martino

Trama Oronzo Canà è un mediocre allenatore di calcio pugliese, soprannominato la Iena del Tavoliere o Vate della Daunia, che vanta esperienze in Serie B nelle società Bari, Brescia, Cavese, Foggia, Pescara, Sambenedettese e Parma. Canà spera di avere, prima o poi, la possibilità di allenare in Serie A, ed il suo idolo è il "barone" Nils Liedholm, del quale ammira la freddezza, la flemma e le capacità tattiche. La grande occasione arriva quando il Commendator Borlotti, presidente della Società Sportiva Longobarda, lo ingaggia per guidare la sua squadra, neopromossa nella massima serie, dicendo di avere grande fiducia in lui.
Dopo la presentazione alla stampa del nuovo allenatore e le promesse di una grande campagna acquisti, il presidente e il nuovo allenatore Canà si recano a Milanofiori, dove hanno luogo le contrattazioni del calciomercato estivo, prima dell'inizio del campionato. Il presidente farnetica l'acquisto di Rummenigge, Platini e Maradona, ma alla fine non riesce ad ingaggiare nessuno di questi giocatori e, anzi, vende i due calciatori più promettenti della Longobarda, Falchetti e Mengoni, alla Juventus. Il tecnico Canà, nonostante la strampalata campagna acquisti, tenta in tutti i modi di mettersi in mostra nel grande palcoscenico della Serie A e, con il benestare del presidente, vola in Brasile accompagnato dall'improbabile osservatore Andrea Bergonzoni (assai più interessato alle donne brasiliane che ai giocatori) alla ricerca di un nuovo talento per la sua Longobarda.
Giunti in Brasile, a Rio de Janeiro, Bergonzoni si mette in contatto con il socio Giginho. I due tentano inizialmente di imbrogliare Canà promettendogli l'ingaggio di alcuni fuoriclasse verdeoro: prima tentano di agganciare Éder, poi, ottenuto con una scusa l'autografo di Júnior, preparano un finto contratto, però Canà si accorge della truffa, infuriandosi. I due mediatori, a questo punto, tentano di agganciare Sócrates, confidando di poterlo intercettare all'ospedale, essendo il giocatore anche un medico, e fanno fingere a Canà un'appendicite perforata, ma il giocatore brasiliano è un ortopedico, mentre chirurgo gastrico è un suo omonimo.
Dopo un diverbio con il medico, che insulta pesantemente gli italiani, Canà finisce veramente per essere operato di appendicite; ormai privo di speranza e rassegnato a dover tornare in Italia a mani vuote, fino a quando Giginho gli presenta Aristoteles, un giovane sconosciuto che gioca come attaccante in un piccolo campetto nel quartiere Maracanã, con il quale l'allenatore tornerà in Italia. Alla prima di campionato la Longobarda affronta la Roma: dopo aver segnato il primo gol, perde cinque a uno.
L'inizio di campionato è un disastro: la squadra di Canà perde anche con il Verona e la Cremonese e dopo sette partite ha totalizzato soltanto 3 punti, tutti in casa. Canà sembra condannato all'ennesimo esonero, ma il presidente Borlotti rinnova inaspettatamente la fiducia al suo allenatore, nonostante il parere avverso di tifosi e dirigenti della Longobarda. Dietro ordine di Borlotti, Canà porta la squadra in ritiro, per ritrovare la forma che è mancata all'inizio del campionato; qui i problemi di adattamento del brasiliano Aristoteles si fanno evidenti, in quanto tutti i compagni di squadra lo odiano e lo discriminano e nessuno di loro vuole condividere con lui la stanza, ed Aristoteles è quindi costretto a dormire con l'allenatore.
Canà riesce a rasserenare il giocatore, placando la sua Saudade e facendogli ritrovare la fiducia in sé stesso. Dopo il ritiro, la squadra trova la preparazione e la concentrazione necessarie per affrontare il resto del campionato, e il fenomeno Aristoteles esplode. Grazie ai suoi gol, la Longobarda batte la Sampdoria, il Como, l'Ascoli, il Torino e l'Avellino, totalizzando ben 8 punti in 6 partite (si ricordi che nel campionato 1984-85 la vittoria valeva ancora due punti, e non tre come attualmente) e volando nei piani alti della classifica.
A questo punto però Speroni, capitano della squadra e amante della moglie di Borlotti, geloso della fama raggiunta dal compagno di squadra, durante la partita contro il Milan si scontra volutamente con lui durante il gioco, infortunando il giovane brasiliano alla caviglia e costringendolo ad un lungo stop; in virtù di questo, la squadra perde sette a zero con il Milan e riprende ad infilare risultati negativi, riportandosi in zona retrocessione.
Canà, durante una rovinosa trasferta a Torino, in una giornata di nebbia fittissima in cui la sua squadra viene sconfitta dalla Juventus, insulta l'arbitro dandogli del cornuto, viene espulso e prende una durissima squalifica: otto giornate. Durante il periodo d'interdizione cerca di usare la magia Vudù della suocera contro Zico, dell'Udinese, utilizzando un pallone calciato dal medesimo in allenamento. Secondo il rito e le aspettative di Canà la Longobarda dovrebbe vincere 4 - 0, e invece perde proprio grazie ad una quaterna del fenomeno brasiliano. Due ulteriori sconfitte. con il Napoli e l'Inter, sembrano aver condannato la squadra alla retrocessione in Serie B dopo un solo anno in massima serie.
Alla terzultima partita di campionato Canà tenta di combinare la partita con la Fiorentina parlando con il suo allenatore "Picchio" De Sisti, nel tentativo di accordarsi per pareggiare ed ottenere punti preziosi per la salvezza, ma fra i due nasce un malinteso, con il risultato che il 50% dell'incasso della partita viene devoluto all'UNICEF e la Longobarda perde cinque a zero, nonostante il ritorno in campo di Aristoteles.
Michelina, la figlia di Canà, è triste perché crede che, se la squadra sarà retrocessa suo padre verrà cacciato e non potrà più rivedere Aristoteles, di cui nel frattempo si è innamorata (il brasiliano frequentava casa Canà da diverso tempo). Queste preoccupazioni danno al giocatore nuova forza e, nella penultima partita di campionato, contro la Lazio, risolleva le sorti della Longobarda, entrando nel secondo tempo al posto di Cavallo e realizzando una doppietta dopo il vantaggio laziale siglato da Giordano; la vittoria dà una nuova speranza alla squadra, che arriva così all'ultima giornata con, in caso di vittoria, la matematica possibilità di restare in Serie A.
Arrivati però alla vigilia della sfida decisiva, contro l'Atalanta, il patron Borlotti svela le sue vere intenzioni al suo allenatore: rimanere ai vertici del calcio italiano ha costi troppo elevati, quindi aveva ingaggiato Canà proprio per fare in modo che la società ritornasse immediatamente in Serie B. Perciò il presidente pone Canà di fronte ad un ricatto: egli non dovrà schierare Aristoteles e non dovrà vincere la partita, in cambio conserverà l'incarico di allenatore nella stagione seguente con l'ingaggio raddoppiato.
Inizialmente Canà segue le prescrizioni di Borlotti, ma, durante il secondo tempo, con la Longobarda già sotto di un gol, condizionato anche dagli incitamenti della figlia, con uno scatto d'orgoglio fa entrare in campo il brasiliano in sostituzione del capitano Speroni, a sua volta d'accordo con il presidente. Questa mossa è decisiva, infatti Aristoteles segna una doppietta e ribalta il risultato, regalando alla Longobarda la salvezza nella massima serie. Canà viene portato in trionfo dai tifosi e si prende la sua rivincita con il presidente (che lo ha effettivamente esonerato) rivelandogli coloritamente che sua moglie lo tradisce con Speroni.

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Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso.

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