Pane e cioccolata

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amara
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Pane e cioccolata

Messaggioda amara » giovedì 21 aprile 2016, 10:29



Italia 1973
Genere: commedia, drammatico
Durata: 110 min
Regia: Franco Brusati

Nomine: Premio César per il miglior film straniero, Premio Venezia Classici per il miglior film restaurato
Premi:
David di Donatello per il miglior attore protagonista a Nino Manfredi
David di Donatello per il miglior film
David Europeo a Franco Brusati

Trama:
Dopo ben tre anni trascorsi in Svizzera, lontano dalla famiglia e dagli amici, nell'affannosa ricerca di un lavoro dignitoso, per Giovanni Garofoli, detto Nino, un cameriere ciociaro in prova presso un prestigioso ristorante, sembra prospettarsi un futuro benevolo. La speranza, però, di ottenere il tanto agognato posto fisso è resa vana da una fotografia consegnata alla polizia che lo ritrae, dietro una donna, ad orinare su un muretto.
Espulso per tale inezia, Nino non si dà per vinto e, nonostante ora risieda nel paese come clandestino, cerca di risalire la china. Ospitato per qualche giorno da Elena, un'esule greca dissidente nei confronti del regime dei colonnelli, Nino si affida ad un miliardario italiano riparato in Svizzera per reati fiscali ed esportazione illecita di capitali, conosciuto una sera quando lavorava ancora presso il ristorante, al quale consegna perfino i suoi scarsi e sudati risparmi nella speranza di poter essere assunto come suo cameriere personale. L'industriale lo assume ma, giunto ormai alla bancarotta, si toglie la vita lasciandolo senza lavoro, denaro e, soprattutto, il permesso di soggiorno.
A questo punto prova a stabilirsi presso altri clandestini italiani che vivono in un pollaio condiviso con le stesse galline che per lavoro devono uccidere e spennare. Scioccato dall'esistenza degradata a cui sono relegati quei suoi connazionali, decide, per una sorta di mimesi etnica, di tingersi i capelli di biondo e di cercare di "integrarsi" con gli svizzeri. Ma, capitato in un bar in cui un televisore sta trasmettendo una partita dell'Italia, continua, seppur alquanto goffamente, a recitare la parte del biondo elvetico fino a quando la squadra italiana non segna un goal, un evento di fronte al quale Nino, incapace di trattenere la gioia irrefrenabile, esplode in un urlo liberatorio.
Fallito anche questo tentativo patetico di integrazione, decide di tornare in patria e si accinge a partire in treno. Proprio allora riceve il tanto agognato permesso di soggiorno per altri sei mesi; a consegnarglielo in stazione è l'amica greca che l'ha avuto grazie al marito, svizzero e agente di polizia. Nino, che aveva già deciso di chiudere l'esperienza svizzera, parte comunque ma, come infastidito dall'atteggiamento di alcuni connazionali - pure loro sulla via del rimpatrio, intenti a intonare, in funzione consolatoria, Simmo 'e Napule paisà - blocca il treno in galleria sotto il Traforo del Sempione, scende e torna indietro per riprendere la sua battaglia.

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Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso.

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