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LaGrande Bellezza: stasera in TV

Inviato: mercoledì 26 febbraio 2014, 19:48
da LaGiada
Nella prima mezzora ho pensato che non si stesse raccontando una storia.
A volte mi trovo sorprendentemente intuitiva. Una trama vera e propria questo film, infatti, non ce l’ha!
L’ho visto un mesetto fa, subito dopo l’uscita in videoteca. Prima ancora di leggerne le recensioni. L’ho visto perchè m’aveva colpito la commozione della Ferilli alla notizia della vincita del Golden Globe.
L’ho visto perchè ero curiosa di capire cosa avesse folgorato le platee straniere.
L’ho visto, in tutta sincerità, anche perchè ero esasperata dalla visione dei DVD che mio marito si ostina a farmi vedere, pieni di ‘’sdang, spasch, boom’’, sempre alle soglie di catastrofi inesorabili!

Non voglio farne una recensione, voglio riportare le sensazioni che ho avuto guardandolo.
Intanto…ho avuto una specie di transfert, una trasposizione di sentimenti e di visioni con Jep, quando, a giustificazione del fatto che non fosse andato oltre la scrittura del suo primo romanzo, cita la rumorosità di Roma, che deconcentra, distrae.
Ora, non è che io abbia mai avuto l’ambizione di scrivere, beninteso, ma trovo qs concetto sorprendentemente calzante con la mia sensibilità: le continue sollecitazioni, il frastuono, l’iper attivismo, il chiacchiericcio, li trovo destabilizzanti per il famoso ‘’viaggio dentro se stessi’’ di cui, probabilmente, vi ho parlato.
E trovo il viaggio dentro se stessi un’imprescindibile necessità, per scongiurare il pericolo che gli accadimenti del mondo ci scorrano accanto e non ci penetrino (scusate…deviazione femminile).
E mi ritrovo un po’ in Jep quando ammonisce l’amica, quando le sciorina con disincanto e cinismo tutte le manchevolezze e le ipocrisie di quel suo sentirsi impegnata e arrivata. Quante di noi hanno finto di aver messo tutto di sé, nel quotidiano disbrigo delle nostre vite?
E non c’è storia: la donna o è Santa o è puttana, sotto lo sguardo maschile. Mi piace da morire che gli uomini ci immaginino così, ed ogni volta mi interrogo se, davanti a certi occhi, risulto più Santa o più puttana!
E mi piace da morire pensare di trovare il coraggio di affermare che parliamo di vacuità perchè non accettiamo di misurarci con le nostre meschinità, come dice Jep.
Certo, mi fa un po’ incazzare che le platee estere, osservando le bellezze italiche, possano credere che manco ce le meritiamo, ma in tutta onestà… ci avevano già pensato a consegnare al mondo l’immagine salottiera dei bunga bunga…

Se vi capita, guardatelo stasera, in TV.

LaGiada

Re: LaGrande Bellezza: stasera in TV

Inviato: martedì 8 luglio 2014, 9:46
da the_jungle
Quando ho letto "Stasera in tv" stavo quasi preoccupandomi! In pratica vado sempre su un sito per rimanere aggiornato sulla tv e oggi di fatto non c'è scritto nulla sulla grande bellezza :o Ma poi ho riletto la data del tuo post e mi sono tranquillizzato :D
In ogni caso, tornando a noi, posso dire che ho provato la tua stessa curiosità quando il film è uscito e mi sono chiesto come mai le altre nazioni abbiano elogiato così tanto questa pellicola (insieme ovviamente al caro Mollica di Rai 1 che io stimo tanto). E per usare una frase che utilizzerebbe il Merovingio di Matrix direi: "Quale ne è la ragione?" (si, lo ammetto... sono uno che guarda film del tipo "sdang, spasch, boom" però ogni tanto mi piacciono anche film più profondi e reali).
Ciao e grazie per il tuo post!

Re: LaGrande Bellezza: stasera in TV

Inviato: martedì 8 luglio 2014, 14:54
da elle
Mi sei piaciuta LaGiada, mi è piaciuta la tua analisi schietta ed emozionale, il film per me, semplice spettatrice è un capolavoro di emozioni, non importa di quale origine.Straordinario. Bellissimo. Emozionante. Potente. Sincero.
E' un opera vera e sentita. Con una anima artistica sincera che parla della società e dell'antropologia delle terrazze romane ma anche (soprattutto?) dello sradicamento, dello smarrimento, dell'invecchiare, della morte, del senso di se' stessi e della propria esistenza. Hanno in molti scovato analogie con Fellini, io invece trovo piu' similitudini con Malick il regista della sottilelinearossa, esistenziale, umano, poetico, nel senso di smarrimento che aleggia dal principio alla fine del film e come Malick irrita o appassiona. E oltre Malick c'e' l'ironia dello sguardo, il cinismo dell'autodifesa, il ferito a morte contemporaneo, il napoletano a Roma, lo stupore della realtà che supera la fantasia, la voglia di essere più' semplici (e più'felici?). L' oscar, è un optional.